Ripartire dopo la crisi vuol dire anzitutto reinventarsi in un momento di grande cambiamento e trasformazione. L’ha capito bene Guido Villa, fondatore di Agmultivision, azienda milanese che si occupa di progetti multimediali attraverso display e nuove tecnologie che ha innovato la proposta, unendo la comunicazione alla sicurezza dei clienti delle attività commerciali: così è nato il Totem Digital Signage.

 

l'interno di un'attività commerciale con display di tecnologia multimedialeDalla consulenza tecnologica e multimediale a quella legata alla sicurezza e alla gestione dell’emergenza sociale e sanitaria: come ci si arriva?

Ho sempre pensato che la tecnologia debba prima di tutto servire l’umanità che l’ha creata. Invece, siamo più propensi a ricordarci dei vantaggi che ne derivano per l’economia, per le comodità o ad esempio per l’intrattenimento. In tempi come questi, dove studenti e lavoratori non possono più riunirsi in meeting, lezioni e conferenze e dove le persone sono costrette in casa, la nostra offerta ha risentito immediatamente di un blocco sia per i progetti correnti che sono stati congelati, che per le nuove proposte. Abbiamo cercato di capire quali delle soluzioni da noi proposte avrebbe potuto essere “convertita” per aiutare le aziende nella fase di ripresa. Abbiamo capito che una delle maggiori difficoltà è quella di comunicare alle persone le norme comportamentali nei vari luoghi pubblici attualmente frequentabili (supermercati, ecc.); da qui siamo partiti pensando quale strumento avrebbe potuto aiutare persone e aziende.

Guido Villa, Ag Multivision

Di cosa vi occupate nello svolgimento normale del vostro lavoro pre-Covid?

Ci occupiamo di tecnologie multimediali, che sono tra i principali strumenti di comunicazione aziendale negli ultimi anni, che aiutano le aziende e le persone a relazionarsi tra loro in un ambiente fisico, permettendo la condivisione delle informazioni in modo semplice e rapido e integrando il mondo dell’information technology con quello delle tecnologie audiovisive. In sostanza … dove vanno a finire i Big Data se qualcuno non è in grado di visualizzarli e rappresentarli agli esseri umani?

 

Cos’è un totem per “Digital signage” e che tipo di utilizzi ne potranno fare le attività nella fase 2?

Il Digital Signage è una tecnologia software che consente di comporre messaggi digitali (di pubblica utilità o commerciali) ed inviarli tramite la rete a display dislocati geograficamente. Tali messaggi (immagini, video, messaggi di testo scorrevole, dirette TV, ecc.) vengono inseriti in un palinsesto e mostrati secondo un calendario preciso. È possibile integrare questi display con altre tecnologie, per offrire all’utente ulteriori servizi oltre all’informazione visualizzata. Ad esempio, un monitor touch per interrogare informazioni specifiche, una stampante per rilasciare dei ticket, ecc.

Digital Signage per contenuti multimediali

Il Totem è un supporto verticale da pavimento che comprende un monitor (orientato in verticale o orizzontale), se ne vedono diversi negli aeroporti o nelle stazioni ferroviarie. Noi gli abbiamo aggiunto un dispenser “touchless” per liquido igienizzante per le mani: l’idea è che l’utente, attratto dalla multimedialità delle immagini e dei suoni, proceda più facilmente alla fase di igienizzazione delle mani prima di entrare in un punto vendita, in un museo, in una banca, ecc.. Il monitor può visualizzare le informazioni comportamentali insieme a quelle commerciali assicurando l’ingaggio dell’utente proprio grazie al dispenser. Inoltre è possibile “collegare” il totem ad un sistema automatico di conteggio delle persone, facendo sì che il monitor funga da “semaforo”.

L’utilità in termini di salute e monitoraggio si integra con gli aspetti di marketing: che utilizzi consente la piattaforma e come aiuta le attività a promuoversi?

La nostra piattaforma di digital signage in cloud permette di gestire più totem e un qualsiasi numero di display posizionati in un solo punto vendita o in più punti vendita (es: catene di brand). Il marketing centrale potrà quindi programmare i palinsesti di visualizzazione – e anche una radio in-store – su tutti i punti vendita, con personalizzazioni per ogni singolo punto di visualizzazione. Si possono fare campagne mirate su prodotti specifici solo per alcuni reparti o punti vendita o programmare messaggi uguali su tutta la rete.

Sempre più i dispositivi multimediali non sono solo spazi di vendita e promozione, ma anche di raccolta dati e dialogo con l’utente: come integrate queste funzioni?

È possibile analizzare, tramite apposite telecamere biometriche, i flussi degli utenti nel punto vendita – riconoscere sesso, età, etnia (nel rispetto della privacy) ed offrire messaggi mirati in base all’utente che si trova di fronte al display. Alcuni clienti confrontano i dati di affluenza con i fatturati e prendono decisioni strategiche e rapide per meglio adattare la proposta alla tipologia di clientela. Oppure grazie alle tecnologie interattive è possibile ingaggiare il cliente offrendo un “premio” in cambio del suo feedback, migliorando la relazione e la reputazione dell’azienda. Un intero ambiente retail può cambiare il suo aspetto in base alle scelte dell’utente; questo permette di creare intorno all’utente un clima esperienziale vicino alle sue peculiarità che lo porta nel mondo del brand, come se fosse casa sua e quindi in uno stato favorevole.

 

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