Come misurare i risultati del piano di reputazione aziendale? Stabilire obiettivi condivisi

Come misurare i risultati del piano di reputazione aziendale? Stabilire obiettivi condivisi

Posted by Santina Giannone | 26 Marzo 2018 | Reputazione aziendale

5 regali da fare alla tua azienda nel 2018 per migliorare la reputazione. Ecco la quarta: obiettivi da misurare. 

 
La reputazione aziendale è un asset intangibile, difficile da misurare. Se però gli obiettivi si stabiliscono (e condividono) prima dell’avvio del lavoro anche la reputazione diventa fatta di piccoli passi più facili da valutare.

Come si fa a misurare i risultati di un piano di reputazione aziendale? È la domanda difficile con cui ogni imprenditore che pensa di avviare un processo di innovazione in questo ambito si confronta.

Ogni processo che prevede una trasformazione di un asset intangibile (reputazione e quindi anche comunicazione, management, leadership, gestione, ecc.) è per sua natura complesso da monitorare, ancor più da valutare. L’unico modo per stabilire una misurazione quanto più possibile oggettiva è stabilire in anticipo quali sono gli obiettivi da raggiungere, gli strumenti da utilizzare, i tempi per avviare il processo e le risorse (economiche, di tempo e di personale) necessarie. Avviare un processo di confronto tra i diversi attori coinvolti (l’imprenditore e il team aziendale, anzitutto, i responsabili delle aree interni e i consulenti) è una fase che può rendere più complesso e lento il processo di avvio, ma è l’unico modo per avere la certezza di avere le stesse aspettative e che siano ritenute utili e plausibili e, dunque, possibili da raggiungere.

Cosa può accadere in caso contrario? Che entrambe le parti trovino motivi di malumore: l’imprenditore perché non ritiene “abbastanza” i risultati raggiunti e i consulenti perché hanno dovuto impiegare più fatica e tempo nella gestione di un processo che, invece, avevano preventivato più semplice. Oppure, paradossalmente, che dinanzi alle stesse operazioni e a fronte degli stessi numeri (se le azioni hanno conseguenza su misure come numero dei clienti, fatturato, giornate/uomo impiegate), una parte li giudichi utili, soddisfacenti, importanti e l’altra no. Stabilire a monte di ogni processo quali metriche possano essere usate per valutare i risultati in termini di reputazione e definire degli obiettivi (con un margine di approssimazione) insieme a tempo e risorse necessari per raggiungerle, valorizzerà l’impegno di tutti e preserverà dallo spreco di energie tutti gli interlocutori.

In un processo di cambiamento aziendale la logica funziona solo se è win-win: tutti vincono. Se qualcuno “perde” (tempo, denaro, energie), forse nessuno ne è uscito davvero vincitore. Non a caso gli obiettivi raggiunti si chiamano anche “goal”: sono sempre frutto di una squadra che ha una strategia condivisa, distribuita poi in schemi tattici a cui tutti fanno riferimento.

 

Santina Giannone
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Santina Giannone

Santina Giannone, giornalista e dottore di ricerca in Scienze Cognitive, si è specializzata in Ufficio Stampa e Media Relation presso la Business School del Sole24Ore. Si occupa da anni di consulenza d’impresa con una particolare attenzione al settore del food&wine. Ha inoltre curato la creazione e gestione di eventi culturali e di alcuni progetti nazionali di responsabilità sociale d’impresa.

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