Trend ristorazione, qualche consiglio per fare la differenza

Trend ristorazione, qualche consiglio per fare la differenza

Posted by Santina Giannone | 30 Agosto 2019 | Reputazione aziendale
trend ristorazione 2019

La ristorazione è un settore che ha bisogno non solo di competenze specifiche, ma anche di una visione all’avanguardia su servizio, comunicazione, conoscenza del cliente e capacità di creare nuovi format. Quali sono i trend del settore ristorazione del 2019? Ecco qualche consiglio per rendere la vostra proposta unica e inconfondibile.

 

Fare la differenza in un settore che è sempre più affollato e più globalizzato come quello della ristorazione non è semplice. Oggi, tuttavia, è estremamente necessario. Ecco allora 6 consigli sui trend ristorazione più efficaci (e qualche best practies dalla nostra esperienza di agenzia di comunicazione per il food):

 

amocù

Vista esterna di Amocù, Catania

1. Parola d’ordine: esperienza e atmosfera. Al centro della ristorazione c’è l’esperienza del cliente. L’assaggio delle pietanze è solo una parte, certamente fondamentale, di un ristorante di qualunque fascia e tipo, ma è necessario coinvolgere tutti i sensi e creare una relazione che sia parte fondante dell’esperienza.

 

Ciò che i vostri clienti ricorderanno, oltre a quanto hanno mangiato, sono le sensazioni provate durante l’intera fase di contatto e permanenza nel ristorante.

Che attenzione dedicate all’accoglienza, al servizio, alla gestione delle criticità e al contatto con il cliente? Ogni dettaglio è oggi fondamentale per poter rimanere memorabili nella mente dell’ospite. Le piccole attenzioni sono graditissime, ma anche esperienze di “coccole” e servizio più avanzate sono oramai sempre più diffuse nei ristoranti di tutto il mondo. Conoscete ad esempio Haidilao e la sua inedita accoglienza per i clienti mentre sono in coda per entrare? Ne raccontiamo qui sul blog. L’esperienza passa anche dalla cura per l’atmosfera e l’ambiente circostante. Che siate un elegante ristorante fusion come Amocù a Catania o un bistrot vegetariano come Olivia Natural Bistrot a Siracusa, è importante la cura dei dettagli e la capacità di ricreare un’atmosfera unica che distingua la vostra attività ristorativa.

Taverna La Cialoma, Marzamemi

 

2. Raccontare i luoghi. Il luogo non è solo l’indirizzo dove si trova il vostro ristorante. Rappresenta anzitutto un territorio, un crocevia di energie, dove l’inventiva e la creatività possono fare la differenza. Una storia eclatante in questo settore è quella di Taverna La Cialoma, a Marzamemi. La signora Lina Campisi, ottima cuoca di mare, ha fatto della sua capacità di ricreare un’atmosfera unica un tratto distintivo del ristorante: molti anni fa decise di popolare la piazzetta del borgo di pescatori davanti al suo ristorante con sedie turchesi, vasi coloratissimi dipinti a mano (“ero stata in Spagna e mi ero innamorata di Gaudì”, racconta) e gerani dalle eterne fioriture, che hanno reso oggi La Cialoma il ristorante più fotografato di Marzamemi, anzi: la cartolina che rappresenta Marzamemi.

palazzo branciforte

Ristorante Palazzo Branciforte, Palermo

 

Molti i turisti che arrivano da ogni parte d’Europa nel borgo e chiedono della “piazzetta con le sedie e i vasi colorati”… Stessa scelta di valorizzare la cucina anche attraverso il luogo, una corte antica in un palazzo storico nel cuore di Palermo, per Palazzo Branciforte, una location unica.

3. La vostra identità online è importante quanto la vostra identità offline. Qual è l’impressione che un cliente che vi cerca su Google oggi ha della vostra attività ristorativa? Troverà nelle prime posizioni il vostro sito web o qualche recensione (magari non brillante di Tripadvisor)? Avete reso facile trovarvi e prenotare? Il primo scoglio, spesso, è proprio nel momento della prenotazione:

una comunicazione online e offline non coerente, con orari non sincronizzati sui vari canali digitali, recensioni non monitorate, fotografie poco curate e non appetibili scoraggiano il cliente anzichè invogliarlo a provare la vostra cucina.

La vostra pagina Fb è curata oppure c’è un post generico ogni tanto (magari identico a quello di Instagram, con tanto di trenini di hashtag imbarazzanti)?

Il team del Ristorante Crocifisso, Noto

4. Il team, una risorsa per la comunicazione. I canali social e i siti dei ristoranti, spesso, sono una sfilata di piatti con una descrizione striminzita della ricetta. L’identità di un’attività ristorativa, invece, sta anche nelle sue risorse umane. Il team può e deve fare la differenza anche nella comunicazione. Se la parte “umana” viene raccontata con brio e uno stile coerente, i risultati di interazione con il pubblico sono sempre notevoli. Non ci credete?

Date un’occhiata a questo post del Ristorante Crocifisso di Noto o a questo del ristorante Modì di Torregrotta: i fan sono sempre felici di conoscere o scoprire qualcosa in più sul team del ristorante e i numeri di like, commenti e condivisioni lo confermano.

 

ristorante modì

Giuseppe Geraci e Alessandra Quattrocchi, Ristorante Modì, Torregrotta (Me)

Il team è ancora più importante quando l’azienda è un’impresa familiare: raccontare i componenti della famiglia e il loro ruolo nel lavoro è un momento di relazione forte e coinvolgente con gli ospiti, come accade per Dalla Terra Bistrot, sulle rive dell’Oasi di Vendicari e l’azienda di famiglia Busulmona o per la pasticceria Dolcemente Piccante di Avola.

5. Coerenza ed autenticità, punti di forza nella comunicazione. La maggior parte delle recensioni negative nascono da una delusione delle aspettative: parecchie attività di ristorazione preferiscono puntare sui social più in alto di quanto offrono , salvo poi deludere il cliente nell’esperienza reale. Altre, invece, non riescono a raccontare ciò che li rende differenti dalle altre attività, trascurando ciò che davvero crea una relazione con il cliente: la propria storia, la visione aziendale e imprenditoriale, il concetto di cucina e le esperienze da cui è nata.

 

Paolo Piccione, Dolcemente Piccante, Avola

Una relazione forte con il cliente si costruisce a partire da qui, da quanto l’attività e l’imprenditore (o lo chef) è disponibile a “darsi” al suo pubblico.

Non necessariamente con uno sfoggio di esibizionismo, anzi: ci sono tante modalità autentiche di raccontarsi, senza diventare narcisisti. Caso esemplare è Liccamuciula a Marzamemi, cucina bar e libreria terapeutica che della sua autenticità (e unicità) ha fatto un punto di forza fin dalla sua nascita. Oggi che l’attività ha compiuto 20 anni ed è cresciuta (ve lo racconta proprio Barbara Fronterrè, proprietaria e donna di libri e cucina in questo post del loro blog), la sua comunicazione sui social e online rimane autentica e coerente, con uno stile particolarissimo e inimitabile che i clienti e i follower apprezzano moltissimo.

 

 

6. Rapporti con le guide e i giornali di settore, una relazione da costruire attraverso l’ufficio stampa. Ci sono casi in cui la celebrità dello chef e del ristorante preceda e amplifichi tutti gli altri aspetti. In questo caso è ancora più necessario gestire con attenzione attraverso un buon ufficio stampa per il settore della ristorazione (se volete saperne di più la giornalista enogastronomica Clara Minissale vi dà qualche consiglio su come sceglierlo qui). Accade molto spesso per i ristoranti stellati come Tony Lo Coco de I Pupi di Bagheria, che riesce a raccontare la sua cucina e l’idea di ristorazione che ha insieme alla moglie e responsabile di sala Laura Codogno alle testate nazionali e di settore.

sum catania romano palace

Davide Guidara e la sua brigata, Ristorante SUM, Catania

 

Fondamentale è l’attività dell’ufficio stampa anche per le nuove sfide che puntano in alto, con la preparazione di un buon press kit per presentarsi alle testate generaliste e di settore, come il ristorante Sum della famiglia Romano, guidato dal giovane chef Davide Guidara.

Quanto il vostro ristorante cura questi aspetti e come potrebbe migliorarli? Se volete una prima analisi gratuita dei punti di forza e di debolezza della vostra comunicazione, contattateci.

 

Santina Giannone
About The Author

Santina Giannone

Santina Giannone, giornalista e dottore di ricerca in Scienze Cognitive, si è specializzata in Ufficio Stampa e Media Relation presso la Business School del Sole24Ore. Si occupa da anni di consulenza d’impresa con una particolare attenzione al settore del food&wine. Ha inoltre curato la creazione e gestione di eventi culturali e di alcuni progetti nazionali di responsabilità sociale d’impresa.

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