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Una recente ricerca negli USA dimostra come la disponibilità dei CEO (e più in genere dei manager) delle grandi aziende a esporsi sui temi sociali e a partecipare al dibattito pubblico aumenta il livello di fiducia dei consumatori e, di conseguenza, la reputazione aziendale. Ecco perchè.

Da anni negli USA il nuovo traguardo della comunicazione è quello che riguarda la reputazione aziendale (a questo proposito, avete già dato un’occhiata ai trend 2019?). Un percorso che va oltre la scelta di quali messaggi comunicare e come per rafforzare il valore dell’azienda, ma che punta a costruire un percorso più solido, che possa durare nel tempo e resistere meglio agli urti delle crisi e alle evoluzioni del mercato, coinvolgendo tutte le aree aziendali.

Tra queste sempre più importante è l’area relativa alla comunicazione del management aziendale e al CEO in particolare. Come conferma anche l’ultima ricerca di Weber Shandwick in collaborazione con Krc Research, quasi la metà dei consumatori si dichiara più propensa ad acquistare da un’azienda che ha un amministratore che si espone su argomenti rilevanti che vanno oltre quelli di interesse aziendale. Che si tratti di politica, di tematiche sociali, di modelli di sviluppo o di progetti economici, l’intervento dei CEO e del management in generale, genera interessa e fiducia tra i consumatori in un trend in netto aumento: basti pensare che in un solo anno la percentuale che conferma di essere interessata e di sentirsi più vicina ai brand di questo tipo è aumentata dal 38% al 47%. Ciò avviene perchè l’espressione degli amministratori delle aziende e del management, dunque, è sentita come un momento di autenticità e di apertura al dialogo da parte di chi dirige i brand. Attraverso l’espressione delle opinioni personali di chi dirige l’azienda, il pubblico vuole intercettare i valori, la visione, lo spirito del brand stesso e verificare quanto siano in sintonia con i propri.

In questa visione la “CEO branding” è un’occasione interessante che tutte le aziende, piccole o grandi, a conduzione familiare o con un management più allargato, hanno a disposizione per migliorare il proprio profilo reputazionale e rendere più solida la percezione dell’azienda. Attenzione, però: proprio perchè la comunicazione dell’amministratore è percepita come un momento importante di comunicazione e dato che ha un forte impatto aziendale sulla percezione dell’azienda stessa, non può essere lasciata a improvvisazioni o condotta con modalità artigianali.

Il personal branding dei CEO va strutturato in maniera attenta e coerente. Come per la comunicazione aziendale, anche in questo caso è necessario verificare quale sia il posizionamento di partenza, quali gli obiettivi da raggiungere e quali i canali da utilizzare. LinkedIn, Twitter e i blog personali sono degli strumenti potentissimi per fare personal branding, ma vanno seguito con costanza e soprattutto con autenticità. Nessun piano di personal branding che non sia coerente con lo stile e i valori della persona in questione potrà avere successo: o stenterà a partire o sarà ben presto smentito, con un ritorno negativo per il CEO e per l’azienda.

Il management della vostra azienda lavora sul personal branding? se volete iniziare un percorso coerente ed efficace di comunicazione personale come amministratori o manager d’azienda, contattateci!

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