Una Brand Awareness forte è la chimera di molti brand, perché è capace di far scattare nella memoria del consumatore la scintilla dell’acquisto e di fidelizzarlo a sé. Scopriamo da cosa partire per migliorare la riconoscibilità di un marchio.

“Mi ritorni in mente brand come sei…”. Se un marchio è il protagonista dei tuoi pensieri mentre fai un acquisto e riesce a conquistare la tua attenzione rispetto ad un altro marchio, allora vuol dire che è stata creata una Band Awareness efficace e forte. A renderla così consolidata nel tempo sono l’esperienza e le associazioni positive di ciascuno. Oggi vi parliamo della consapevolezza su un determinato brand, che può essere riconosciuta dal raggio laser dei consumatori attraverso uno stimolo visivo come logo, packaging o prodotto (ricordo aiutato) o senza alcuno stimolo (ricordo spontaneo). 

Quanto ne sai della Brand Awareness di un marchio?

La Brand Awereness è quanto un consumatore ne sa di un marchio e la capacità di ricordarlo e associarlo con i suoi prodotti e servizi. Questa notorietà del brand, se sviluppata secondo una strategia ben pensata, aumenta la familiarità dei prodotti, anche di quelli poco coinvolgenti, come ad esempio un repellente antizanzare. Anche se non ne hai mai acquistato o utilizzato uno, la conoscenza del nome di un marchio con una forte Brand Awareness può influire sul tuo acquisto: ecco perché sceglierai un prodotto Raid e non quello di un’altra marca.

 

Migliora la tua consapevolezza del tuo marchio

Le strategie funzionali per migliorare la Brand Awareness del tuo brand esistono, basta applicarle nel modo giusto e con costanza (le scorciatoie non portano da nessuna parte).  Ecco alcuni elementi da implementare o riformulare per una strategia vincente:

  • Le campagne pubblicitarie come spot, annunci, banner o cartelloni stradali: possono essere una fonte di valore per aumentare la notorietà e la conoscenza del tuo un marchio;
  • Gli influencer o starnutitori sociali da fidelizzare per promuovere e far conoscere alla cerchia dei follower il tuo brand e i tuoi prodotti; 
  • Il target di riferimento: studia desideri e, aspirazioni e perchè no, anche problemi del tuo pubblico, a cui dare una soluzione con i tuoi contenuti;
  • Il referral marketing o marketing di riferimento, cioè il caro e vecchio passaparola su un’iniziativa progettata per incentivare i clienti fidelizzati a presentare la loro famiglia, i loro amici e contatti. Es. Privalia, sito di acquisti online, invita gli utenti a far iscrivere gli amici o parenti per ricevere uno sconto;
  • I social come luogo per stringere relazioni e creare un storytelling (Baricco docet: “Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla”); 
  • La Seo, come strumento per ottimizzare il tuo sito e posizionarlo tra le prime pagine del motore di ricerca;
  • L’offline: organizza eventi o conferenze, apri uno shop fisico per conoscere di persona il target e stringere relazioni (alla cara e vecchia maniera).

 

La piramide di Aaker per misurare la Brand Awareness

Dopo aver costruito la tua Brand Awareness, (volente o nolente) dovrai fare il punto della situazione e misurare quanto seminato; per farlo, c’è la classica piramide di Aaker. Questa rappresentazione grafica dell’economista statunitense, permette di misurare 4 livelli della notorietà di un brand: 

  1. La base è una sorta di “purgatorio”, dove si trovano in stallo le persone che non conoscono il brand.
  2. Il secondo livello è il posto di coloro consapevoli della tua esistenza, ma con una conoscenza approssimativa di quello che fa il tuo brand (qui difficilmente potrai vendere).
  3. Il terzo livello è quello di un leggero spiraglio: sei nella mente del potenziale cliente, quando pensa al tipo di prodotti o servizi che proponi. Questa persona potrebbe aver già acquistato oppure è intenzionato a farlo.
  4. La cima della piramide sei costantemente nei pensieri del consumatore. A questo livello puoi anche assistere ad un cambio di rotta: vedere i consumatori del purgatorio salire in Paradiso all’improvviso. 

Se la classica piramide di Aaker non dovesse bastare, allora puoi ricorrere a Google Analytics, per controllare quanto traffico riceve il tuo sito e monitorare quante persone ti cercano oppure Google Trends, per vedere quante persone cercano su Google il tuo brand.

Brand Awareness e Brand Reputation

Quando parliamo di Brand Awareness dobbiamo fare una distinzione con la Brand Reputation perché il rischio di uno scambio di identità è dietro l’angolo. La prima, come abbiamo detto, rappresenta il grado di conoscenza che il pubblico ha di un determinato brand, la seconda invece è la considerazione o la percezione, positiva  negativa, che i diversi stakeholder hanno nei confronti di un marchio. Creare una sinergia tra questi due strategie, rappresenta un mix eccelso per il tuo brand.

 

Samsung esempio virtuoso di Brand Awareness

Uno dei brand emblema della Brand Awareness efficace è il colosso Samsung, che prima del lancio di un suo dispositivo ha ingaggiato dei blogger e degli influencer per un lavoro di teasing basato su degli scatti della loro quotidianità con il nuovo prodotto. Il risultato? Che te lo dico a fare, ha generato un passaparola con una crescita esponenziale della mole dei follower amanti del brand e raggiungendo anche nuovi mercati; insomma verso il livello Paradiso e oltre.

 

Se stai pensando di raggiungere anche tu il livello Paradiso, scalando tappa dopo tappa e con costanza la piramide di Aakar contattaci a lab@reputationlab.it e ti guideremo nel viaggio.

 

 

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