
“Prima di parlare pensa, perché parole poco pensate portano pena”. Non so voi, ma le regole delle 10 p dell’antica Grecia, impresse nel diario scolastico o nella memoria a mo’ di decalogo biblico, mi tornano in mente quando parliamo di comunicazione e nello specifico di assertività. Se avete sentito parlare di questa caratteristica del comportamento umano, allora sapete anche che proiettarsi in un'ottica assertiva può renderci migliori e più civili nelle relazioni con gli altri, senza prevaricare o subire. Ecco le regole d’oro dell’assertività da usare nella comunicazione per far valere la nostra posizione senza spargimenti di sangue (si fa per dire naturalmente).
Il termine “assertività” deriva dal latino “ad serere”, cioè asserire o affermare se stessi. Questa capacità ci permette in base a ogni contesto di esprimere con sicurezza i nostri sentimenti, di difendere a spada tratta idee e opinioni e di essere anche in disaccordo, tutto ciò rispettando sempre le idee degli altri.
Il primo a creare l’identikit della persona assertiva è stato lo psicologo Andrew Salter, fondatore della terapia riflessa condizionata, una terapia comportamentale che evidenzia come il comportamento assertivo serve a combattere le inibizioni. Secondo lo psicologo l'assertivo è una personalità eccitatoria, che esprime i suoi punti di vista e le proprie emozioni apertamente, in modo entusiasta e spontaneo e che trarrebbe beneficio da questo comportamento.
Entriamo nel vivo della questione: prima di parlare di assertività diamo uno sguardo ai diversi livelli di comunicazione, usati quando ci interfacciamo con l’altro. Ebbene sì, perché non siamo un fax simile della persona che abbiamo davanti, ma ciascuno di noi reagisce in modo diverso alle situazioni. Questi livelli di comunicazione, di cui fa parte anche l'assertività, sono:
L’assertività, dunque, si fonda su un delicato equilibrio di comportamenti e consapevolezze, che ci aiutano ad esprimere apertamente ciò che pensiamo (questo evita anche ulcere e gastriti). Vediamo come sviluppare la comunicazione assertiva:
Pensare prima di parlare è solo una delle linee guida da seguire per non scivolare in uno dei due livelli di comunicazione sopraelencati. Esistono alcuni principi di assertività, che possono farvi entrare nell’ottica di una comunicazione efficace volta ad esprimere i propri bisogni. Partiamo dal pronome “io”, usalo magari quando non sei d’accordo su un determinato tema, stessa cosa per il “no”, dire: “non posso farlo al momento” è meglio di addossarti incarichi, che non riusciresti a portare a termine.
Gestisci il linguaggio del corpo: controlla le emozioni ed esponi le tue idee o motivazioni senza farle pesare sull’interlocutore. Ultimo consiglio, chiedi scusa quando sbagli: ammettere i propri errori è un primo passo verso la redenzione.
Ci troviamo ad un corso di formazione e, mentre fai scorrere le tue slide, gli alunni ti interrompono frequentemente impedendo la prosecuzione. A quel punto hai due strade: esplodere con un rimprovero severo o rispondere chiaramente che i loro punti di vista sono interessanti e vanno attenzionati, possibilmente alla fine della spiegazione. Ecco, questo è un esempio di comunicazione assertiva.