Che gusti hanno gli utenti che navigano online? Se l’è chiesto YouTube, che ha deciso di avviare un’indagine antropologica, dalla quale sono emerse tre aree di successo. Scopriamole insieme.

Mesi di scroll di contenuti video di vario genere davanti al cellulare e al tablet, ci hanno accompagnato durante il lockdown e sono serviti ad intrattenerci al posto di incontri conviviali e attività ricreative a tu per tu. Vi siete mai chiesti quali sono stati i contenuti video che hanno catturato di più la vostra attenzione? Se non l’avete ancora fatto, niente paura, mettete da parte calcolatrice e lezioni vetuste di algebra, perché ci ha pensato YouTube a fare il quadro della situazione con un’indagine antropologica e a scoprire i gusti predominanti durante la pandemia.

L’aiuto dell’antropologa  Susan Kresnicka per l’indagine di YouTube 

Per avere informazioni sul comportamento degli utenti online, YouTube ha chiesto aiuto all’antropologa Susan Kresnicka, specializzata nello studio delle relazioni tra i bisogni fondamentali e i comportamenti di consumo, per sviluppare un quadro strutturale e capire meglio i gusti dei consumatori. Ebbene, quelo che è emerso dallo studio è stato un incremento della fruizione di video soprattutto in tre campi: cura della salute, relazioni sociali e identità.

Cura della salute e di sé

Secondo quanto è balzato all’occhio, nel periodo del lockdown ci sarebbe stata un’escalation della fruizione di contenuti per placare ansia, disturbi del sonno, preoccupazione e stress. La visione di video rilassanti con i suoni della natura ha registrato un incremento del +25% (trend di cui vi abbiamo parlato qui con alcuni consigli sui podcast più rilassanti). Insieme a questo tipo di contenuti, neanche a dirlo, ad avere un ruolo incisivo sui consumatori sono stati i video a tema food, in particolare quelli visualizzati per portare in casa la parvenza di una cena al ristorante.

 

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Esperienze virtuali e tour per l’interazione sociale nell’indagine YouTube

Oltre ai mestoli c’è stato di più! Va bene la cura della persona e le cene intime, ma la componente umana non ha eguali, per questo molti utenti hanno scelto contenuti legati ad un contatto con la realtà e ad una connessione sociale, seppur da casa. I risultati parlano chiaro: un +60% per i video del genere #WithMe e “Get Ready With Me” (fare attività insieme come la make-up routine o i  concerti). Questo dato, comprende anche le esperienze virtuali di arte e cultura. I contenuti con il titolo “tour del museo” e visite in più parti in pochi minuti sono stati i più cliccati, come l’esperienza del Van Gogh Museum di Amsterdam. Insieme a questo museo, ce ne sono stati altri che hanno aperto i loro scrigni di reperti ed opere preziose alla cultura digitale; tra questi:

  • la Pinacoteca di Brera;
  • il Museo Astronomico di Brera;
  • la Galleria degli Uffizi;
  • i Musei Vaticani;
  • il Louvre;
  • il British Museum;
  • il Museo Archeologico di Atene;
  • il Museo del Prado;
  • l’Hermitage;
  • il Metropolitan Museum.

 

 

Tra il sacro ed il profano delle fruizioni video 

Strano ma vero, insieme ai tutorial per fare il pane, la pizza napoletana, per tagliare barba ed i capelli, ci sono stati picchi di  audience anche per  l’ambito sacro. Il culto, per molti un importante chiave identitaria è approdato online: in un solo giorno è cresciuto il numero degli abbonati al canale YouTube del Vaticano, che ha raddoppiato la base utenti. Emblematico è anche il caso di Don Alberto Ravagnani, un giovane prete che durante il lockdown ha aperto il suo canale YouTube con 90.600 iscritti: una parrocchia virtuale per il confronto con fedeli e atei. Tra un video sulle bestemmie ed uno sull’amore, al sapore dello show Le Iene, non è mancato anche un confronto con il cantante Fedez.

 

 

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