Per costruire un piano di comunicazione aziendale efficace non servono talismani e riti propiziatori, ma una buona dose di analisi delle condizioni di partenza dell’azienda e la capacità poi di declinarle con creatività.

 

Una fase importantissima di cui non possiamo fare a meno è certamente un’accurata mappatura del pubblico di riferimento: alcuni lo chiamano alcuni lo chiamano “target”, ma a noi questa parola non piace troppo perché fa molto bersaglio e poco human to human, non trovi?

Cosa succede, però, quando un progetto ha tanti pubblici di riferimento?

Oggi parliamo proprio di come costruire la comunicazione di un progetto multi-stakeholder, ovvero quei progetti che, per modello di business o identità, dialogano con una audience eterogenea. 

Fermo lì! Stai per andare via perché pensi che il tuo pubblico sia solo uno e che questo articolo non serva alla tua azienda? Fidati: la visione multi-stakeholder serve anche a te e a chiunque voglia comunicare in maniera significativa.

Tre, due, uno: andiamo!

 

Stakeholder: questi sconosciuti

Con “stakeholder”, termine che in italiano possiamo tradurre con un generico “portatore di interesse”, indichiamo tutte le realtà e le attività che orbitano attorno ad un’azienda e che con questa dialogano.

Sono stakeholder i clienti, i collaboratori, i fornitori, i media, i competitors, le associazioni… L’ecosistema di un’azienda può essere estremamente vitale e ricco: basta analizzarlo con attenzione per mappare tutti i pubblici a cui i nostri messaggi interessano.

Non è un lavoro facile, ma è davvero utile e fondamentale:

  1. a) per comunicare efficacemente;
  2. b) per conoscere a fondo la propria community;
  3. c) per nutrire la reputazione aziendale.

Per far chiarezza sulla natura e sul ruolo degli stakeholder ti lasciamo questo video dove la nostra founder, Santina Giannone, approfondisce l’argomento e, qui sotto, il nostro modello della mappa degli stakeholder, così potrai iniziare ad esplorare i pubblici della tua azienda.

 

 

 Cos’è un progetto multi-stakeholder 

È vero che tutti i brand possono contare su più stakeholder, ma ce ne sono alcuni che fondano il proprio modello di business sulla pluralità dei pubblici e vengono perciò detti multi-stakeholder.

Dare voce a questo genere di progetto è una delle sfide più avvincenti che possa capitare a chi lavora nella comunicazione. Gli stakeholder sono tanti ed hanno profili, esigenze e aspettative diverse: come si stila un piano di comunicazione che sia valido per tutti?

Nessuna formula magica purtroppo (o per fortuna). L’unico modo per trovare la quadra in un ecosistema tanto vasto e variegato è studiarlo e riuscire ad esprimere il valore che attraversa tutti i pubblici interessati al progetto.

Sì, hai ragione, sembra che stiamo parlando di aria fritta. Che ne dici se andiamo sul pratico e ti raccontiamo una case history fresca fresca?

 

isola, your place to be

isola è un nuovo, ambizioso progetto che sta nascendo nel cuore Catania, nelle stanze di Palazzo Biscari, uno degli edifici storici più affascinanti della città, dalla visione di un imprenditore capace di sognare, Antonio Perdichizzi. 

isola è tante cose: uno spazio di co-working, un polo formativo e un acceleratore per startup e PMI innovative. 

Da questa brevissima descrizione emergono almeno tre macro-pubblici: professionisti; studenti; imprese. Se poi scaviamo ancora un po’, la rete dell’audience di isola si allarga velocemente e iniziano ad aggiungersi nuovi pubblici più specifici: freelance, nomadi digitali, southworker, aziende che cercano una sede al sud, gruppi di lavoro che hanno bisogno di una sede temporanea o di un luogo per fare un evento, studenti universitari, neolaureati e neodiplomati.

 

Come lanciare e comunicare un progetto che si rivolge a tanti pubblici e stakeholder così diversi tra loro? 

In un momento in cui la comunicazione deve passare dallo storytelling allo storydoing, ovvero diventare azione concreta e tangibile, l’esercizio è stato quello di far esprimere l’identità di isola attraverso le azioni che i suoi “abitanti” vi compiranno. 

isola è uno spazio in cui si possono compiere tante azioni diverse, a seconda delle esigenze dei diversi pubblici. Alcune, però, accomunano tutti gli isolani, che si incontrano, crescono, imparano, lavorano e si rilassano dentro isola.

Prima di continuare a leggere e scoprire i dettagli di questo progetto, rifletti: quanto il tuo piano di comunicazione è pensato per i tuoi pubblici e stakeholder? Se hai bisogno di una mano per tararlo meglio, batti un colpo e scrivici a lab@reputationlab.it.

Per il lancio di isola noi abbiamo individuato il fil rouge che unisce tutti gli stakeholder, a prescindere che siano studenti, freelance o aziende, e attraverso queste azioni abbiamo composto un mosaico i cui tasselli danno forma al logo di isola e, allo stesso tempo, ne esprimono i valori. Abbiamo lavorato insieme a Mauro Conti, bravissimo graphic designer, a tradurre le idee in linee e colori. Ecco qui la nine di Instagram (che è anche il lancio del progetto).

Da qui il primo step è stato dare profondità all’azione attraverso l’analisi delle parole (che per noi sono e rimangono la prima sorgente di significato); poi, attraverso i termini chiave scelti per rappresentare i valori di isola, abbiamo raccontato come queste azioni accadono nei suoi spazi.

Prendiamo per esempio il verbo “to impact”, colonna portante di isola, un progetto che punta a generare impatto sul territorio e ad attrarre chi vede nel Sud un potenziale su cui investire.

Dare risalto all’identità declinandola per più pubblici  e stakeholder vuol dire confrontarsi con le aspettative e i bisogni di ognuno e restituire il valore complessivo di un progetto nato per generare impatto sul territorio (e non solo).

Abbiamo affiancato questa ricerca con uno studio dettagliato del tono di voce: ogni azienda, infatti, ha un modo di porsi e dialogare unico, che la distingue dal resto delle voci che popolano il web.

Il tono di isola, per esempio, è lineare, profondo ma non lirico, chiaro e professionale.

Arrivate a questo punto, con il concept ben chiaro e un tono di voce definito, abbiamo declinato il messaggio sui vari canali scelti, tarando il tono sulle frequenze dei pubblici che popolano i vari social. 

Ricorda: il popolo di Instagram non è quello di Facebook e gli utenti di Twitter non sono quelli di LinkedIn. 

Ogni canale ha le sue specificità e persegue obiettivi diversi: ecco perché è necessario differenziare il contenuto.

Il risultato è stato il manifesto di isola, che è riuscito a raccontare l’anima di questo progetto ed è diventato la base per la carta dei valori, un documento che ogni azienda, grande o piccola che sia, dovrebbe stilare.

Quello di isola è un piano di comunicazione complesso fin dalla sua nascita, ma anche ricco di soddisfazioni professionali: se ti va segui i canali di isola, ne vedremo ancora delle belle!

Ti lasciamo il link qui per dare un’occhiata  e scoprire isola: un posto al Sud per essere e diventare quello che desideri.

Se invece ti serve una consulenza per rendere unico ed efficace il tuo piano di comunicazione e parlare ai tuoi pubblici in maniera significativa, ci trovi pronte con matita in mano per dare forma a parole e idee che la nostra esperienza ci mette a disposizione. 

 

 

 

Vuoi conoscere le novità su social media, siti web, blog, e-commerce? Iscriviti alla nostra newsletter: aggiornamenti di settore, preziose anticipazioni e case histories di successo.

Acconsento al trattamento dei miei dati personali per finalità commerciali e di marketing