L’innovazione è un processo naturale in azienda, come quello che investe la vita di ciascuno e per essere tale deve abbracciare diversi processi. Gianluca Abbruzzese imprenditore digitale e fondatore e amministratore dell’innovation company Lascò ci parla dell’innovazione intesa come nuova lingua che ogni azienda dovrebbe cominciare a parlare e ci spiega la relazione con la comunicazione.

L’innovazione in azienda oggi non è più un’opzione che può essere rimandata: che vi occupiate di impresa, comunicazione e/o marketing, non potete fare a meno di confrontarvi con questo tema connesso alla comunicazione. Se volete passare concretamente dalle parole ai fatti, però, c’è bisogno di fare dei passi concreti e studiare una strategia mirata.
Se non sapete da dove partire, allora siete nella pagina giusta! Oggi vi proponiamo un’intervista ad hoc sulla gestione dell’innovazione all’interno delle organizzazioni con un ospite, che dei progetti sulla corporate innovation e trasformazione digitale ha fatto il suo pane quotidiano: è l’imprenditore digitale Gianluca Abbruzzese, autore del libro in tre volumi La mente che innova edito da Dario Flaccovio editore. In questo libro sarete presi per mano e condotti verso le personalità che hanno fatto dell’innovazione uno stile di vita, con una una sorpresa finale. Basta spoiler; scoprite cosa ci ha detto in tema di cultura dell’innovazione e come la comunicazione intesa come connessione tra team interni ed esterni è un valore aggiunto.
L’innovazione in azienda, in cosa consiste oggi?
“Viviamo in un contesto di estrema incertezza e continue trasformazioni, in cui le nuove tecnologie hanno disegnato intorno a noi uno scenario sempre più complesso. È cambiato il nostro modo di comunicare, lavorare ed interagire con la nostra comunità, di relazionarci con nostri clienti ed i nostri partner. Sono mutate le modalità di prendere decisioni, analizzare e risolvere un problema, costruire nuovi prodotti e servizi. Muoversi agilmente in questo nuovo ambiente dove tutto è collegato e continuare a creare valore, chiama a sé la necessità per tutte le organizzazioni di acquisire ed integrare in maniera costante, strutturata e sistemica nuove conoscenze, skill e competenze, come la capacità di disegnare come nuovi scopi e significati, in una parola: innovare.
L’innovazione- continua- dunque, non è un qualcosa di speciale o un evento straordinario, ma un’attività che entra a far parte dell’ordinario dell’azienda, abbraccia tutti i suoi processi ed i suoi settori interni e diventa la risposta privilegiata per vincere le sfide del cambiamento. Attenzione però, non è una solo una questione di tecnologia. Non possiamo installare una nuova applicazione se prima non abbiamo fatto un upgrade del nostro sistema operativo. Per innovare, infatti, occorre costruire all’interno del nostro team e della nostra organizzazione una nuova cultura dell’innovazione, che vuol dire abbracciare nuovi modelli per trasformarli in nuovi comportamenti, mettere in discussione saperi e pratiche consolidate, rompere equilibri, abbandonare la consuetudine con rischi (opportunità) notevolmente superiori”.
Quali sono le aree più importanti in cui l’innovazione può fare la differenza in azienda?

“Innovare è un’attività complessa, che investe tutta l’organizzazione. Non si può prescindere o focalizzarsi solo su un segmento, un settore o un ruolo specifico. Mai come oggi, ritorna in auge una visione sistemica che vede l’organizzazione inserita in una trama di connessioni e relazioni sempre più fitta, chiamata ad avere un impatto nelle comunità, nella vita dei clienti e delle persone con cui entra in contatto. L’organizzazione non coincide più con uno spazio fisico (la sede) con i dipendenti (abbiamo collaboratori, team, startup, partner dislocati) con il prodotto (le relazioni e i bisogni dei i clienti, i servizi che si sviluppano intorno ed in maniera complementare, i valori e i significati inscritti).

 

 

 

 

 

Più che una singola area o una singola attività, l’innovazione in azienda è la proprietà emergente principale di un’organizzazione che impara a muoversi in contesti e scenari in rapida evoluzione”.

 

 

 

 

Perché e come la comunicazione può essere uno strumento che facilita l’innovazione per l’azienda?

“Abbiamo visto come l’impresa sia sempre più un ecosistema complesso, strutturato intorno alla connettività: la connessione di team interni ed esterni (open innovation, collaborazione con startup ed altri partner), applicativi, tecnologie, processi, relazioni con tutti gli stakeholder, informazioni e nuova conoscenza da integrare. La comunicazione è il fattore abilitante di tutto ciò. Posso attivare una semplice connessione,
ma senza il ruolo centrale di una comunicazione efficace non andrò a trasformare quella connessione in una relazione di valore.
Se non comunichiamo bene non avremo gli strumenti per interpretare quei dati e trasformarli in nuovo know-how. Condividere o acquisire nuove conoscenze senza la comunicazione non trasformerà i comportamenti, gli atteggiamenti, i valori e gli obiettivi che investono il team e tutta l’organizzazione. Innovazione è parlare una nuova lingua, che non si limita nell’apprendere i neologismi ed i termini anglofoni di nuovi oggetti tecnologici, ma nel comprendere il valore della co-creazione, della diversità, della capacità di muoversi attraverso ogni rete, fisica, naturale, relazionale, di adottare nuovi processi”.
L’innovazione e la comunicazione come prassi virtuose: tre consigli per partire
“Le skill comunicative sono abilità fondamentali da sviluppare per un manager o un imprenditore che vuole gestire un progetto di innovazione, abilità da utilizzare non solo per trasmettere informazioni quando interagiamo, riceviamo e scambiamo idee, assegniamo processi e compiti, ma soprattutto quando siamo chiamati a costruire fiducia con i collaboratori, dare dei feedback mirati ai partner, comprendere e condividere le emozioni ed i bisogni dei nostri clienti e imparare a muoversi in contesti totalmente nuovi.
Tre consigli per partire? Prima cosa, secondo me, è essere semplici. Semplice non vuol dire banale, ma significa avere una capacità di sintesi che regala al nostro interlocutore la possibilità di agganciarsi a noi e acquisire informazioni. Saper comunicare, dunque,
significa anche saper ascoltare e concentrarsi sull’altra persona.
Infine, includere la diversità. Una comunicazione efficace trova un terreno fertile quando siamo consapevoli dei limiti delle nostre prospettive e delle nostre conoscenze; bisogna disinnescare i pregiudizi ed assumere un atteggiamento più inclusivo e meno polarizzante rispetto a ciò che non conosciamo o che non comprendiamo immediatamente”.
Una case history che vorresti segnalare per raccontare di come l’innovazione/la comunicazione possono oggi esprimere valore
“In uno degli ultimissimi progetti Rawstone, una startup nata nel 2020 che opera nel campo della gamification, abbiamo formato un team misto composto da Italiani, cinesi ed americani. Un lavoro di squadra complesso, basta immaginare la quotidianità di una giornata lavorativa da remoto, fatta di fusi orari completamente differenti, abitudini lavorative e culture diverse. Come affrontare tutto questo? Lo abbiamo fatto utilizzando una serie di strumenti e tool indispensabili per coordinarci e comunicare in modo efficace, pianificare il lavoro e dividere la task. La forza di una startup è un team affiatato e coeso che garantisce un’ottima execution, qualità e crescita.
La qualità della comunicazione è centrale, bisogna farlo in modo chiaro prediligendo la modalità asincrona: se l’output da produrre è più complesso è bene dare priorità alla qualità della “connessione” e non solo all’essere produttivi con l’invio di mille messaggi su WhatsApp e mail. Quando si comunica in una lingua non propria, ma soprattutto con persone con una cultura diversa dalla nostra, è essenziale usare l’empatia e un ascolto attivo, importanti per tenere alti i livelli di fiducia e attenzione da parte di tutto il team. Infine, è importante prendersi dei momenti extra che non si limitino solo alla sfera lavorativa, ma includano anche conversazioni su aspetti più profondi come il benessere quotidiano, la sicurezza, ambizioni ed obiettivi a lungo termine, i reali bisogni”.
L’innovazione, dunque, non è un insieme di cambiamenti, ma un modo nuovo di guardare alle cose costruendo relazioni con tempi, modi e dinamiche nuove attraverso la comunicazione. Se volete approfondire questo legame indissolubile il 9 giugno la nostra founder Santina Giannone e Gianluca Abbruzzese terranno il webinar Comunicare per innovare: un percorso che racconta come la comunicazione è strumento abilitante per ripensare i modelli aziendali e rileggerli alla luce dei cambiamenti contemporanei.

 

 

 

 

Per i partecipanti al webinar è riservato un buono di 30 euro per acquistare un libro nello store di Dario Flaccovio Editore: trovi anche “Comunicare Human to Human” della nostra founder, Santina Giannone, e “La mente che innova” di Gianluca Abbruzzese.

 

Scopri tutte le info e iscriviti al webinar per cambiare prospettiva e dare sprint alla tua azienda!

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