Le parole d’ordine nell’emergenza sono: essere veloci, originali e operativi. Così i marchi usano questa occasione di crisi per rafforzare la comunicazione e il rapporto con la propria community. Chi si ferma è perduto!

Cambiare tutto, in maniera veloce, creativa e in corsa: è questa la regola per la comunicazione di crisi. In questo caso che la crisi ci ha colto impreparati per la diffusione fulminea del Coronavirus. In poche ore ci siamo ritrovati a confrontarci con una spiacevole realtà; tutto il lavoro di programmazione fatto per le aziende per le prossime settimane non andava più bene.

Disastro! Giornate di lavoro “invisibili” andate in fumo. Eppure non c’era un momento da perdere. Di fronte al diffondersi di notizie luttuose e terribili che hanno richiesto a tutta l’Italia di cambiare la propria vita, non è possibile fare finta di niente e tardare. La crisi c’è ed è reale: va immediatamente recepita anche nella comunicazione. Tutto il team di ReputationLab si è dunque messo al lavoro per confrontarsi con i clienti, ascoltare le difficoltà e rimodulare la comunicazione.

Ci siamo messi a disposizione, per chi ha scelto di continuare a comunicare in questi giorni, per pensare a qualcosa di attuale e creativo che tenga compagnia alle tantissime persone costrette a casa.

Sono stati in tanti a scegliere di andare avanti: perchè la comunicazione è l’antidoto migliore per combattere la crisi e prepararsi a quello che verrà dopo. Lo abbiamo già raccontato in questo articolo pubblicato sul nostro blog qualche giorno fa.

Questo è un momento preziosissimo per le aziende: meno concorrenza, tanto tempo libero, maggiore presenza online e sui social network,  ricerca di contenuti inediti e divertenti. Clienti che vogliono sentirsi persone con cui le aziende hanno stabilito una relazione vera e autentica: vietato fermarsi solo perchè si ferma la parte commerciale. Il grande rischio è di rendere la comunicazione finalizzata solo all’incasso: nella nuova ottica del marketing Human to Human è un errore che non passerà inosservato. Le aziende che continueranno con una comunicazione standard, accumuleranno invece una percezione negativa da parte del pubblico, costruendo una mediocre brand reputation.

 

Come hanno reagito i grandi marchi a questo momento di crisi nella comunicazione? E cosa possono fare anche le piccole aziende per usare questo momento al meglio?

Ecco alcuni casi di comunicazione coinvolgente e reattiva che ha saputo fare della crisi un’opportunità: dai grandi marchi alle piccole aziende vi raccontiamo cosa succede quando la comunicazione incontra la crisi. Ecco come nascono opportunità di visibilità inaspettata.

Iniziamo con MacDonald, che da giorni fa compagnia al suo pubblico su Facebook con la campagna #ViciniancheaDistanza. Ogni giorno un’idea ironica e originale per raccontare un’occasione persa da recuperare in questa pausa forzata. MacDonald si conferma tra i brand che sviluppano una comunicazione diversificata per target: ragazzi, adulti, appassionati di cinema o libri, temerari o routinari, studenti e lavoratori, ogni messaggio è sempre ben diretto verso un target specifico che in questo modo si sente davvero coinvolto. Anche in questo caso.

comunicazione di crisi per macdonaldcomunicazione di crisi per macdonald.

Da MacDonald a Ceres: come collegare la birra a una campagna di sensibilizzazione sociale per diffondere le norme di sicurezza? Basta un po’ di creatività e di sana ironia e la campagna di Ceres è perfettamente in tema (come è nello stile del brand).

comunicazione di crisi per ceres comunicazione di crisi per ceres comunicazione di crisi per ceres

Sul tema della responsabilità si schiera anche l’immancabile Taffo. Fare ironia in questo caso per un’azienda che si occupa di funerali non è semplice, ma Taffo è abituata a maneggiare i temi difficili. Feltrinelli si schiera invece con i consigli utili dei libri (da scoprire in queste giornate o da rileggere) e lo fa con leggerezza. Infine Lonely Planet: come interpreterà una crisi che, di fatto, paralizza il settore turistico, l’azienda famosa per le guide di viaggio? Anche qui: ironia e leggerezza per farsi sentire vicini alla propria community.

comunicazione di crisi per Taffocomunicazione di crisi per Feltrinellicomunicazione di crisi per Lonely Planet

Come possono le piccole aziende provare a esprimere valore in questa situazione difficile? Fermare la comunicazione sarebbe un errore.

Non solo perchè si rischia di indebolire il lavoro svolto nei mesi precedenti per posizionarsi; l’algoritmo dei social non perdona: se scompari, dopo dovrai fare più fatica. Le aziende oggi non sono solo riferimenti per l’acquisto, ma sono veri e propri attori sociali. Se la comunicazione viene fermata in un momento di chiusura delle attività, è la relazione con gli utenti che ne uscirà indebolita. La community non vuole sentirsi solo un insieme di “potenziali clienti”, ma premia i brand che la accompagnano in ogni situazione, anche quelle più difficili.

 

Ecco qualche case histories a cui abbiamo lavorato in questi giorni insieme ad imprenditori intrepidi che vogliono continuare a esprimere significato e valore anche in questi giorni.

Con il ristorante Modì di Torregrotta il pensiero di fare delle ricette a casa da condividere con i clienti è stato immediato: lo chef Giuseppe Geraci e la compagna Alessandra Quattrocchi si sono subito messi ai fornelli e alla telecamera. È nata così l’idea della serie IGTV “Uno chef a casa tua”, che è possibile vedere anche su Facebook. Da subito i contenuti video sono stati seguitissimi. Per non perdersi neanche una ricetta, abbiamo inoltre aperto il canale Telegram “Uno chef a casa tua”, dove aggiorniamo gli iscritti ogni giorno della pubblicazione delle ricette. “Per noi è stata un’idea immediata, nata dalla voglia di non perdere il contatto con chi ci segue. Un modo per farsi compagnia e sentirsi vicini, anche con questo isolamento forzato” raccontano Giuseppe e Alessandra. Ricette, ma da tutti i componenti della brigata, ognuno da casa, per il ristorante Palazzo Branciforteche ha così valorizzato una sua caratteristica che lo distingue: il lavoro di team. Ricette golose a casa con i bambini per Paolo Piccione, il pasticcere di Dolcemente Piccante, che con il “Dolce della domenica” tiene compagnia alla sua community, raccontando anche altri momenti dietro le quinte. Consigli per genitori e bambini che vogliono dedicarsi agli impasti vengono anche dal blog di Molino Molitoria San Paolo: una serie di contenuti su cosa fare con la farina, di goloso e giocoso.

 

Non solo cibo: essere utili e vicini alla propria comunità di riferimento è la parola d’ordine di questi giorni.

Per questo con altre aziende abbiamo invece scelto di usare questo tempo per dare valore e profondità al rapporto con coloro che seguono la comunicazione social. Con Buggea Costruzioni, azienda edile, abbiamo lanciato un Contest: “Disegna la casa dei tuoi sogni”, per impegnare i bambini in momenti di noia a casa e dare loro un motivo bello per pensare al dopo, alla forza dei sogni e a quella dei colori. Infine, chi l’ha detto che anche questo momento di emergenza non potrebbe essere usato per iniziative di racconto più intimo? È quello che ha deciso di fare Piano B, pluripremiata pizzeria siciliana, e il suo fondatore Friedi Schmuck, che in questi giorni inaugurano sui social network un ideale album dei ricordi da sfogliare: ricordi legati a momenti personali, in cui Piano B magari non esisteva ancora e in Friedi nasceva l’amore per gli impasti. Ma anche un album dei ricordi con le pizze più buone: per continuare a fare il conto alla rovescia, fino a quando non potremo tornare, senza metri di distanza e mascherine, a mordere pienamente insieme il gusto della vita.