Con filter bubble intendiamo la “bolla” dei social network; un mondo determinato da un algoritmo che propone contenuti basati sulle azioni dei singoli utenti, cioè di tutti noi che esistiamo nel web. E voi, conoscete la vostra bolla?

 

Come funziona la filter bubble

La filter bubble prende forma dalle nostre azioni e determina i contenuti che popolano gli schermi dei nostri device. In pratica, tutte le volte che accediamo al nostro profilo su Instagram (o Facebook, Twitter, Netflix…) incontriamo contenuti testuali, visuali, audio e video, spesso in combo acrobatiche, costruiti su misura per noi.

Molte piattaforme creano centinaia di milioni di home diverse, una per ciascun utente; cambiando gli elementi e la loro disposizione. A determinare le nostre home è proprio l’algoritmo, a sua volta costruito sulle nostre azioni sul web.

Insomma, siamo noi stessi ad alimentare continuamente la filter bubble: i social media ci studiano, cercano di individuare i nostri desideri, quel che ci interessa e che attrae la nostra attenzione. Così i social ci (in)trattengono nel loro ecosistema, proponendo contenuti sempre più pertinenti alla nostra identità.

Attenti a non semplificare troppo: la faccenda è complessa e letture demonizzanti come quella proposta dal documentario di Netflix “The Social Dilemma”  (che addirittura personifica l’algoritmo!) creano un fraintendimento colossale.

 

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità

Il web, la rete e i social network sono nati per interconnettere le persone: un mezzo di comunicazione potentissimo, dove tutti siamo fruitori e creatori di contenuti. Se da un lato il web e i social costituiscono una possibilità enorme, dall’altro la logica del sistema in cui questi agiscono creano un cortocircuito.

Lo scambio di informazioni e stimoli continuo, infatti, diventa spesso insostenibile per gli utenti, sovraesposti a contenuti e incapaci di processare quantitativi così alti di informazioni: parliamo della cosiddetta overloading information.

L’altro grande tema alla base del cortocircuito è la natura stessa dei social: aziende private che forniscono servizi ad altre aziende, creando un business enorme e ancora poco regolamentato. Per esempio, quando parliamo di filter bubble dobbiamo necessariamente parlare di raccolta dati e privacy.

Ecco perché da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Non ci dilunghiamo oltre su questo punto, ma vi proponiamo due contenuti per riflettere su questi e sulla natura dei social:

1. Il TED del 2011 di Eli Parisier, attivista, imprenditore e autore di The Filter Bubble: How the New Personalized Web Is Changing What We Read and How We Think

2. L’ultima newsletterer di Torcha, una Instagram community che affronta argomenti scomodi, con l’obiettivo di informare nel modo più completo possibile: “in modo che abbiate gli strumenti per farvi la vostra idea”. Se vi va di dare una sbirciatina clicca qui.

Educare l’algoritmo: quattro consigli per difenderci dalla filter bubble.

Il rischio maggiore della filter bubble è di tagliarci fuori dal mondo, mostrandoci solo quel che ci piace, offrendoci una visione incompleta e distorta della realtà. Questo, però, non deve condurci alla demonizzazione dei social o del web, ma a un uso consapevole, in quanto fruitori e creatori di contenuti.

Ecco qualche suggerimenti per bucare la bolla di filtraggio e rendere i nostri social un luogo di dialogo e arricchimento:

  • Selezionate le fonti

Quando scegliete le vostre fonti d’informazione non fatelo solo in base al pensiero che esprimono, ma anche alla loro credibilità.

  • Selezionate i filtri

Modificate le impostazioni dei filtri; così cambierete il movimento dell’algoritmo, lo educherete e deciderete voi quali sono gli argomenti che vi interessano.

  • Siate critici

Non è tutto oro quello che luccica: chiedetevi sempre quanto è valido il contenuto avete di fronte e approfondite gli argomenti. Bando alle fake news e alle fonti ambigue e non rintracciabili!

  • Disconnettetevi

I social sono luoghi incredibili, ma non gli unici in cui passare le nostre giornate. Fate una passeggiata, leggete un libro, fate una chiacchierata con gli amici: il mondo la fuori è bello e aspetta di essere vissuto.

Sulla filter bubble per oggi è tutto, speriamo di esservi state utili. Se siete interessati ai temi del marketing, della comunicazione, del digitale e della visione Human to Human iscrivetevi alla nostra newsletterer e seguiteci sui nostri canali social.

 

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