
Sweet Spot Strategy è il racconto del valore intangibile delle aziende
Un nome che racchiude l’identità di un progetto: lo sweet spot è, nel linguaggio del business, il punto d’impatto, il momento giusto dove l’innovazione incontra l’esperienza per creare valore.
Quando l’abbiamo scelto non sapevamo, però, che quel nome sarebbe stato profetico.
I progetti richiedono tempo, richiedono i tempi giusti. L’incastro giusto.
Come team volevamo dare vita a un progetto che non fosse solo un insieme di deliverable da spuntare su una lista, volevamo cogliere l’opportunità per fare le cose giuste, nel modo migliore perché producessero valore e ci aiutassero a metterlo in circolo.
Così è accaduto che i deliverable di progetto: un documentario, una pubblicazione, una campagna di comunicazione, un sito web e un evento dal vivo, sono diventati l’inizio di un percorso che ci ha fatto entrare nella vita delle aziende, per scavare nella visione delle persone che le abitano e per aiutare loro a tirare fuori il valore inesplorato.
Una sorta di maieutica che incontra la comunicazione B2B.
Le interviste sono state la miniera più preziosa da cui abbiamo attinto per strutturare il documentario, la pubblicazione e la comunicazione del progetto: la notizia non è stata mai nell’azienda “leader di settore”, “giovane, dinamica, innovativa”, ma abbiamo attinto agli strati più nascosti, eppure di incredibile valore.
Tra gli scarti della frutta trasformati in prodotti di eccellenza, o gli scarti di cibo diventati un tratto riconoscibile della cucina di uno chef visionario, tra antiche grotte rimaste inesplorate per secoli, nella plastica circolare, nell’agricoltura come espressione di bellezza di un territorio, nell'energia rinnovabile, nell’employer branding, nella produzione casearia e nel dietro le quinte della storica cucina di un ristorante.
Proprio lì abbiamo avuto conferma che si può raccontare anche ciò che non si vede. Parliamo di passaggio generazionale, cultura della comunità, senso di appartenenza, desiderio di riscatto di una terra depressa e a rischio spopolamento e obiettivi di business che non passano necessariamente da numeri e bilanci finanziari.
Facciamo un passo indietro, però, per capire come siamo arrivati a tutto questo, com’è stato possibile realizzare un progetto con delle scadenze stringenti (due mesi di tempo) preservando efficacia ed efficienza.
IL TEAM E UNA RETE DI PARTNER RODATI
Partire dalle persone è sempre una scelta sensata: un team di lavoro non può essere la somma algebrica delle persone che lo compongono, deve esprimere la forza di un percorso rodato.
L'ESPERIENZA
Aver già percorso una strada è l'unica scorciatoia che funziona: non puoi saltare la fila, puoi provare a farla scorrere più veloce se ne riconosci la direzione.
L'ELEMENTO DI ROTTURA
Ricorda che non volevamo solo raggiungere l'obiettivo nel pochissimo tempo a disposizione, ma che volevamo anche fare un lavoro di valore. La forza del team deve essere contaminata da uno sguardo esterno, anche di rottura, qualcuno che guarda il lavoro con spirito critico e fa domande scomode.
LA PROGRAMMAZIONE
Programmare, anche quando il pomodoro indica che il tempo sta scorrendo, aiuta ad avere una visione più chiara dell’operatività e delle tappe di lavoro. Project chart, tabella raci, mappa dei rischi sono alcuni degli strumenti di una cassetta degli attrezzi a prova di progetti ad alto potenziale.
LA MOTIVAZIONE
Senza, ogni partenza col botto ha vita breve. Reggere ritmi stressanti, cambi di rotta e imprevisti richiede una motivazione forte e condivisa. Che si costruisce fin dall'avvio del progetto, ma si nutre giorno dopo giorno.
LA FIDUCIA E LA TEMPERANZA
La prima serve a contagiare chi partecipa con energie positive e a tenere alto il livello di aspettative. La seconda a levigare le ruvidità che rischiano di fare inciampare.
LA COMUNICAZIONE EFFICACE
La comunicazione interna non la costruisci quando ti serve: devi avercela già. Abbiamo schierato in campo tutte le nostre capacità e i nostri rituali comunicativi per avere una rete di protezione su cui rimbalzare.
| "L'efficienza consiste nel fare bene le cose, l'efficacia nel fare le cose giuste" |
| Peter Drucker |
Questo è stato il nostro mantra ed è quello che continuerà a ispirarci nel lavoro con Sweet Spot Strategy*.
La giornata del 27 ottobre, con la presentazione a Piazza Scammacca, ha segnato il primo passo di un cammino lungo. Vorremmo portare il progetto nelle scuole, nelle università oltre che nelle aziende per creare ponti e legami virtuosi.
*Il progetto Sweet Spot Strategy è stato co-finanziato da un bando della Regione Siciliana, nell’ambito di “Sicilia che piace”.
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