
I cambiamenti, in casa Zuckemberg sono sempre dietro l’angolo: Facebook ha, negli ultimi tempi, annunciato una serie di piccole grandi rivoluzioni che toccheranno sia le funzionalità che l’aspetto del social, sulla scia di quel cambiamento impercettibile e continuo che lo ha radicalmente sconvolto nell’arco dei suoi 15 anni di esistenza.
L’annuncio è stato dato per primo dal Wall Street Journal: è in cantiere un progetto sulle criptovalute che permetterà di sfruttare WhatsApp per inviare e ricevere denaro dagli amici o per effettuare pagamenti con il proprio cellulare.
La scelta di Facebook di diventare una banca ha delle potenzialità enormi sotto vari punti di vista.
Innanzitutto, “chiuderebbe il cerchio” delle inserzioni: il social potrebbe “pagare” ai propri utenti un gettone di visione che porterebbe ad un aumento delle visualizzazioni e, a cascata, maggiori investimenti da parte dei brand nelle ads, chiudendo così il ciclo in un passaggio di moneta virtuale all’interno di un mercato circolare e completo.
Ma sappiamo quanto Zuchemberg sappia essere ambizioso e non è difficile immaginare altri possibili scenari, quali l’estensione della modalità di pagamento a negozi on line (o anche fisici, chissà!) attraverso degli “atm point” dedicati, seguendo le orme di PayPal ma con un enorme asso nella manica: conoscere alla perfezione le abitudini e le preferenze dei propri clienti.
Largo a offerte super personalizzate, feed contenenti negozi virtuali su misura, una fonte inesauribile di dati da raccogliere e riutilizzare per vendere i prodotti partner.
Insomma, gli scenari possibili sono davvero tanti e differenti.
L’azienda ha dichiarato di voler valorizzare i contatti umani con i propri clienti ma, forse, questa è soltanto la punta dell’iceberg.

I clienti della banca sono sicuramente presenti ed attivi sui social, diventati oramai un imprescindibile canale di customer care. Di conseguenza, Facebook rileva le loro attività ed i loro interessi compresi tutti quei dati che segnano il loro rapporto con la banca.
Probabilmente, i capi di Unicredit si saranno chiesti perché mai aiutare il colosso americano fornendogli dati che lo aiuteranno nell’ergersi a spietata concorrenza?
Perché, e ce lo ha dimostrato lo scandalo di Facebook Analytica, Facebook raccoglie una quantità spaventosa di dati personali sulle abitudini e le preferenze degli utenti: sicuramente un gran vantaggio rispetto alle banche che tutti questi dati non possono raccoglierli!
Potrebbe essere il momento di un retro-front generale delle società bancarie da Facebook?
Chissà, forse in futuro. Non certamente adesso poichè il social risulta essere uno dei mezzi preferiti dagli utenti per entrare in contatto con i brand: oltre l’80% ha chiesto informazioni e/o assistenza tramite Messenger e commenti sulle pagine), sicuramente un punto nodale della customer care che non può essere sottovalutato nella costruzione della reputazione aziendale.
Sappiamo bene quanto i social network siano un mondo in continua evoluzione, in cui il cambiamento e la trasformazione continua rappresentano l'unica regola.
Per utilizzarli nel modo migliore per la propria azienda, occorre consapevolezza e formazione. Se volete innovare la vostra azienda su questo tema, date un'occhiata ai nostri corsi di formazione pensati per il business. Scegliete quello che fa per voi o contattateci per studiarne uno sulle vostre esigenze".