Programmazione della reputazione aziendale, questa sconosciuta

Programmazione della reputazione aziendale, questa sconosciuta

Posted by Santina Giannone | 10 Gennaio 2018 | Reputazione aziendale

5 regali da fare alla tua azienda nel 2018 per fare funzionare la reputazione. Ecco la seconda: capacità di programmare.

Programmare le attività per target e obiettivi ottimizza l’efficacia della reputazione: senza questa fase ogni attività è più debole.

Una promo per il menu del weekend? Il contest su Instagram per il lancio di un nuovo prodotto? Una nuova sezione del sito dove raccontare meglio la cucina di un ristorante?
Lavorare alla reputazione aziendale è come stare in una pentola in continua ebollizione: le idee vanno e vengono, qualcuna si riesce a trattenerla, altre evaporano poco dopo aver preso (e perso) la consistenza; qualcuna viene scartata, qualcun’altra riesce a sopravvivere alle alte temperature (e ai ritmi frenetici) che la gestione della comunicazione impone.

Poche volte, tuttavia, queste domande sono precedute da una programmazione che, prima di trovare la forma, avvii un confronto su obiettivi, tempi, modalità. La reputazione esprime il suo valore solo quando è concepita e organizzata come un’attività strategica e non tattica: l’efficacia dipende dalla capacità di scegliere gli obiettivi in una visione di medio-lungo termine, per declinarli poi in azioni (queste si, tattiche) per il raggiungimento dei goal intermedi. Decidere di lavorare alla reputazione di uno chef presso la stampa di settore (visione strategica a lungo termine), ad esempio, consentirà all’agenzia di comunicazione e public relations di fare a inizio anno un calendario delle manifestazioni più interessanti a cui far partecipare lo chef, redigere un piano editoriale sui social network dove il coinvolgimento degli stakeholder di settore diventa uno tra gli obiettivi prioritari, redigere una biografia da inviare alla stampa specializzata per promuovere la conoscenza dello chef in questione. Tutte queste azioni tattiche, coordinate dalla visione strategica alla base, consentiranno di scegliere i tempi, i canali, gli strumenti e il tone of voice più adatto per raggiungere l’obiettivo principale. Certo, si tratta di azioni che possono essere condotte anche in maniera svincolata da visioni di lungo periodo; ciò però comporterà inevitabilmente una diminuzione di efficacia: se non sappiamo quando sono le principali manifestazioni a cui partecipare, rischiamo di arrivare in ritardo; se non conosciamo la cadenza di uscita delle guide di settore, idem; se non abbiamo stilato una lista degli utenti da coinvolgere sui social, il nostro piano editoriale sarà solo una somma disordinata di contenuti.

Andare al supermercato senza un’idea di ciò che si vuole cucinare per una cena importante, risulterà di gran lunga più dispendioso in termini di tempo e denaro (che me ne faccio dei barattoli inutili acquistati? Cosa avrei potuto fare nella mezz’ora che ho impiegato vagando per i corridoi in preda all’indecisione?), non misurabile (se avessi acquistato solo le cose che mi servono davvero potrei avere un’idea chiara dei costi della cena), difficilmente gestibile nei dettagli importanti (che vino abbinerò alle portate che non ho ancora deciso?), deludente nei risultati (decidere solo nel pomeriggio di voler cucinare la pizza non consentirà alla lievitazione di avere i tempi sufficienti perché riesca morbida e fragrante).

Sarebbe bastato impiegare qualche momento di riflessione alla lista della spesa, scegliendo magari anche i fornitori migliori, lavorando sul prezzo e l’organizzazione della preparazione e, magari, riservando del tempo anche per pensare alla mise en place. In azienda tutte le cose importanti si programmano anche con ampio anticipo (dalla gestione delle risorse umane a quella del budget): perché per la comunicazione non deve essere così?

Invece troppo spesso si continua a vagare per i corridoi dei supermarket e a lamentarsi, dopo, che la cena non è riuscita bene.

A noi gennaio pare il mese perfetto per fare una buona “Lista della spesa”: che ne dite di cominciare subito?

 

Santina Giannone
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Santina Giannone

Santina Giannone, giornalista e dottore di ricerca in Scienze Cognitive, si è specializzata in Ufficio Stampa e Media Relation presso la Business School del Sole24Ore. Si occupa da anni di consulenza d’impresa con una particolare attenzione al settore del food&wine. Ha inoltre curato la creazione e gestione di eventi culturali e di alcuni progetti nazionali di responsabilità sociale d’impresa.

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