
Un tempo le PR erano suddivise in Relazioni Esterne e Ufficio Stampa. Erano uno strumento per rafforzare la reputazione delle aziende e migliorare i rapporti con i suoi interlocutori più preziosi, ma anche a costruire e rafforzare l'identità aziendale. Per sviluppare delle azioni di Relazioni Pubbliche era necessario avere delle "notizie", in grado di incuriosire i media, regionali, nazionali o di settore.
Poi la rivoluzione di Internet ha spalancato le porte alla notorietà fai-da-te: bastava un blog, uno spicchio di account su un social network, una foto celebrativa del momento giusto per dare a tutti l'ebbrezza di salire su un palco e strappare qualche applauso.
Le Pubbliche Relazioni si sono così tradotte spesso in un soliloquio tra noi e i nostri Ego, dimenticando che la differenza, nelle Pubbliche Relazioni, non la fa (solo) il contenuto, ma il contesto.
Oggi le Pr (digital) permettono di creare valore e rafforzare relazioni, ma lo fanno sui canali digitali, reinterpretando i contenuti e i meccanismi in parte legati al giornalismo.
Ora che abbiamo una cassetta degli attrezzi, capiamo meglio cosa significa comunicare attraverso le digital PR.
Forse farebbe bene a tutti ricordare che tra relazione e interazione passa una grande differenza. A dirlo non è qualche “guru” improvvisato del web, ma lunghi trattati degli scienziati.
L'interazione è uno scambio di attenzione momentanea e casuale: è il like scrollando il feed, è l'applauso su LinkedIn all'amica dell'amico, la presenza a un evento dove ci hanno invitato (senza sapere bene il perché). Ma siamo seri: non si può parlare di relazione solo perché c'è stato uno "scambio" di questo tipo.
Le relazioni sono ben altro: sono quelle coltivate giorno dopo giorno per creare significato e valore reciproco. Gli scienziati ci dicono che le relazioni sono "interazioni ripetute nel tempo e non casuali". Non si improvvisano, ma durano nel tempo e fanno la differenza: ecco il principio delle Pubbliche Relazioni, che nessun palcoscenico social o digitale occasionalmente gestito può sostituire.
Nemmeno le PR sono rimaste immuni dall'evoluzione digitale. Anche l'online può essere uno spazio fertile per coltivare relazioni e immaginare sviluppi interessanti. Il digitale, però, ha un'altra velocità, altri canali e strumenti differenti.
Le occasioni di pubbliche relazioni non sono solo quelle convenzionalmente riconosciute. Eventi, conferenze, incontri non possono essere immaginate più come attività “monolitiche”, ma vanno inserite nel complesso ecosistema della comunicazione e dell’identità dell’azienda attraverso gli strumenti digitali.
Il loro potenziale e i risultati da raggiungere hanno, dunque, un impatto quantitativo e qualitativo sulla reputazione aziendale.
Comunicare attraverso le Digital PR vuol dire scegliere il percorso attraverso cui costruire valore nel tempo e vuol dire costruire relazioni, scavare dentro la loro storia e dar valore alla loro identità, unica e irripetibile.
Ogni piano di comunicazione di Digital PR parte dalla mappatura delle community di riferimento: quella da costruire e rafforzare online e offline.
Le PR, nella visione di Reputation Lab, sono il trait d’union in grado di unire i tasselli che compongono l’universo della comunicazione corporate e come veicolo dei valori aziendali.
Lo sviluppo strategico delle Digital PR è fondamentale per amplificare i messaggi da comunicare.
La buona comunicazione dà visibilità e costruisce reputazione.
Vediamo, in concreto, attraverso quali strumenti si svolgono le attività di Digital PR.
Dopo questa non potrete più chiedere "Cosa sono queste Digital PR, sono fisicamente delle Relazioni?" (semicitazione da Boris), ma tranquilli, continueremo a parlare di Digital PR e di brand reputation.