
Un rebranding che racconta di nuove consapevolezze, di preziose collaborazioni e di occhi aperti sul mondo
Un giorno ti guardi allo specchio e non ti riconosci.
E non è questione di rughe o di capelli bianchi: sei cresciuta, le espressioni che hanno attraversato il tuo volto lo hanno riempito, scavato, modificato e tu sei una persona che ha una manciata di chilometri in più nelle scarpe e qualche consapevolezza in più nel cuore.
Ci è accaduto in questo anno di grande trasformazione di Reputation Lab. A ogni passaggio davanti allo specchio, a ogni momento di confronto, ci accorgevamo che l’immagine era sfocata perché in movimento.
Così ci siamo prese del tempo per rallentare il passo, respirare, guardarci attorno.
Abbiamo sfogliato l’album dei ricordi, li abbiamo chiamati tutti per nome: qualcuno rispondeva, qualche altro aveva preso troppa polvere.
Lo abbiamo lasciato andare.
Come quando arriva una nuova stagione: è nell’aria, ma non sai ancora come doserà la sua presenza.
Apri l’armadio e devi decidere cosa lasciare andare e cosa tenere. Per farlo abbiamo deciso di chiedere un aiuto speciale: di chi ci conosce, ma ci sa osserva a distanza per cogliere il movimento di sostanza e superficie.
Ci vuole grande apertura per mettere in discussione la propria identità.
Ma ci vuole anche grande fiducia.
Abbiamo scelto le mani, le teste, ma soprattutto la sensibilità di Brand Genesi, studio di design romano a cui ci lega stima e una passione comune per le neuroscienze.
Insieme abbiamo fatto tanta “terapia”: gli incontri iniziali per ripensare il brand “Reputation Lab” erano più un flusso di coscienza costellato da domande.
Elisabetta, Francesco e Daniele ci hanno aiutato a fermare il movimento davanti allo specchio e, allo stesso tempo, mantenere lo slancio dello sguardo.
Un segno contiene e delimita, ma deve essere anche in grado di immaginare quello che sarai tra qualche anno.

Abbiamo scelto di lasciare andare il nostro pittogramma che ci accompagnava fin dalla nascita, ma di trasformarlo in un pattern che rappresentasse la morbidezza del movimento.
Abbiamo scelto la R come monogramma, perché per noi negli anni ha perso la sua natura di lettera ed è diventato un simbolo, che ci ha accompagnato con il suo disallineamento alle regole cambiando direzione dello sguardo.
Perché se la comunicazione è sempre costruzione di reputazione, allora dobbiamo ripensarla.
La R che Brand Genesi ha scelto per noi ha il garbo un po’ retrò di chi crede che le relazioni esistano online ed offline allo stesso modo. Ha l’eleganza di chi sa farsi amico il tempo e la vibrazione di chi si muove in equilibrio con l’ecosistema che lo circonda.
E poi c’era l’idea della strada fatta, del percorso che scegliamo ogni giorno e della relazione verso cui tendiamo. Un segno che fosse ponte, spazio, sospensione in cui c’è ricerca, tensione, direzione.
La dash della nostra nuova identità è la nostra sintesi. Una possibilità che lega due possibilità: quelle che possiamo costruire insieme.
Infine, la parte di laboratorio che siamo sempre state. Quando abbiamo deciso di fare comunicazione a partire dal Sud, ma di farla come se vivessimo al Nord.
Quando abbiamo deciso che a fare rima con “comunicazione” sarebbe stata la parola “reputazione”.
La nuova Reputation Lab è quella che avete imparato a conoscere in questi anni, ma con una direzione precisa, uno sguardo attento e una nuova immagine che ci racconta.